L'Ultimo Treno per i SassiB2Culture & TravelListen to the whole story6 parole chiaveVocabolario ChiaveMarco scese dal treno poco prima di mezzanotte. La stazione di Matera Centrale era quasi deserta: un controllore stanco sfogliava un giornale vecchio, mentre una donna trascinava una valigia troppo grande per le sue braccia verso l'uscita. L'aria era tiepida e profumava di pietra calda, polvere antica e salvia selvatica. Niente di speciale, pensò Marco, cercando di mantenere un distacco professionale. Niente che potesse giustificare trent'anni di ostinata nostalgia da parte di una donna che aveva rifiutato, fino all'ultimo respiro, di lasciare questa città per trasferirsi a Milano.Traduci paragrafoSua nonna era morta tre settimane prima, lasciandogli in eredità un grotto nel Sasso Barisano: centoventotto metri quadri scavati direttamente nella roccia calcarea, con una vista sul Gravina che, stando agli annunci immobiliari che aveva letto distrattamente, "non aveva prezzo." L'agenzia aveva già trovato un acquirente — un imprenditore tedesco che voleva trasformare lo spazio in una piccola locanda di lusso. Tutto quello che Marco doveva fare era firmare i documenti. Aveva preso l'ultimo treno da Bari apposta per non avere tempo di pensare, per arrivare, chiudere la faccenda e ripartire prima che il peso di quel luogo potesse scalfirlo.Traduci paragrafoL'uomo che lo aspettava fuori dalla stazione si chiamava Rocco. Era stato lui a badare alla nonna negli ultimi anni — a portarle la spesa, ad accompagnarla dal medico, ad ascoltare storie che si ripetevano sempre uguali, come il ticchettio di un orologio a pendolo. Marco lo conosceva solo attraverso le brevi telefonate domenicali, quelle in cui la voce della nonna sembrava sempre più lontana.Traduci paragrafo"Sei uguale a lei," disse Rocco, squadrandolo con occhi che sembravano aver visto troppi inverni.Traduci paragrafo"Non credo," rispose Marco, sistemandosi il colletto della giacca.Traduci paragrafoRocco non insistette. Caricò la valigia sul furgoncino senza aggiungere altro. Il viaggio verso il centro fu breve, ma il silenzio tra loro era denso, quasi solido.Traduci paragrafoArrivarono ai Sassi quando la città stava già dormendo. Rocco parcheggiò sulla strada principale e indicò un vicolo che scendeva tra le case di tufo. "Non si può arrivare in macchina," spiegò con voce ferma. "Bisogna andare a piedi. Come sempre. Qui la pietra comanda, non le ruote."Traduci paragrafoLa discesa attraverso il Sasso Barisano di notte era un'esperienza per cui Marco non era preparato. I vicoli erano stretti, irregolari, un labirinto di scale che sembravano sfidare la gravità, illuminati da pochi lampioni che proiettavano ombre lunghe sulla pietra color ocra. Le abitazioni — i grotti — si impilavano l'una sull'altra lungo la parete del Gravina, come se qualcuno avesse deciso di costruire una città all'interno di una ferita aperta nella terra.Traduci paragrafo"Mia nonna ha vissuto qui per settant'anni," disse Marco a un certo punto, più a se stesso che a Rocco, cercando di dare un senso a quel vuoto che sentiva crescere nel petto.Traduci paragrafo"Settantadue," lo corresse l'altro. "Ci è tornata nel '68, dopo che il governo l'aveva trasferita nel quartiere nuovo. Ci ha messo quattro anni a tornare, ma alla fine ha vinto lei."Traduci paragrafoMarco si fermò, colpito. "Aspetta — il governo aveva già evacuato i Sassi. Come ha fatto a tornare?"Traduci paragrafoRocco alzò le spalle con l'aria di chi spiega qualcosa di ovvio. "È tornata. Come tutti quelli che potevano. I Sassi erano una 'vergogna nazionale' per i politici di Roma, un luogo di miseria da dimenticare. Ma per chi ci aveva vissuto, erano casa. Non si può sradicare un albero che ha le radici nella roccia."Traduci paragrafoIl grotto della nonna si trovava in fondo a una scalinata di pietra consumata dal tempo. Rocco aprì la porta di legno massiccio e accese una luce bassa. La stanza era piccola, fresca nonostante l'estate, con il soffitto di roccia che scendeva irregolarmente verso il fondo. Le cose della nonna erano ancora tutte al loro posto: una sedia impagliata, una credenza con le fotografie sbiadite, un rosario appeso al muro.Traduci paragrafoMarco rimase in piedi davanti alla finestra per un lungo momento, sentendo il respiro della terra.Traduci paragrafo"L'acquirente tedesco," disse alla fine, la voce incrinata. "Vuole trasformare questo posto in una suite."Traduci paragrafo"Lo so," rispose Rocco.Traduci paragrafo"Cambierebbe tutto. La storia, l'anima di questo posto."Traduci paragrafo"Sì."Traduci paragrafo"Ma almeno qualcuno ci vivrebbe. Non resterebbe vuoto."Traduci paragrafoRocco non rispose. Era evidente che considerasse quella un'argomentazione piuttosto discutibile, un modo per giustificare una perdita.Traduci paragrafoMarco non firmò niente quella notte. Tornò a Milano con il treno del mattino, con in tasca il numero dell'agenzia e in testa una domanda che non riusciva a formulare con esattezza: cos'è una casa quando la persona che la abitava non c'è più? È solo una proprietà da vendere, o è una forma di memoria che qualcuno deve scegliere di portare avanti? Non lo sapeva ancora. Ma sapeva che sarebbe dovuto tornare. E che la prossima volta, non avrebbe preso l'ultimo treno.Traduci paragrafoStorie per principiantiLetture graduateRacconti breviCulture & Travel storiesL'app ha più di 200 Italian storie. 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