Ülkeyi Uyandıran Uluma
B1 · Nature & Adventure
Era la fine di ottobre quando il lupo tornò sulla montagna sopra Civitella Alfedena.
La prima notte, Silvio Carusi sentì l'ululato alle due di mattina. Era un suono lungo e profondo, come qualcosa che proveniva da un altro tempo. Si alzò dal letto, aprì la finestra e guardò il bosco di faggi sul versante opposto della valle. Non vide niente, ma il suono rimase nelle sue orecchie a lungo.
Al mattino, tutto il paese parlava. Dante Ferretti, il vicino di Silvio, era già nella piazza con il telefono in mano.
"Ho sentito tutto," disse Dante. "Un lupo. Forse due. Dobbiamo chiamare le guardie forestali subito, prima che attacchi i nostri animali."
"Non sappiamo ancora cosa sia successo," rispose Silvio con calma. "Forse è solo passato."
"Passato e basta?" Dante rise, ma non era una risata allegra. "Tuo nonno ti ha mai raccontato cosa fanno i lupi? Io ricordo bene quello che è successo a mio padre. In una sola notte, sei pecore."
Silvio non rispose. Anche lui ricordava le storie del nonno. Ma pensava anche a un'altra cosa: In bocca al lupo – quella frase che gli italiani usano per augurare buona fortuna. Aveva sempre trovato strano che una frase così antica e comune venisse dal lupo, l'animale di cui tutti avevano paura.
Quella mattina, invece di fermarsi in piazza, Silvio andò a controllare il suo gregge sul pascolo alto. Camminò per quaranta minuti sulla neve leggera di ottobre, attraverso i faggi ormai quasi senza foglie.
Le pecore stavano bene. Tutte le ventidue erano nel recinto, tranquille. Ma vicino al recinto, nella neve fresca, Silvio trovò le impronte. Grandi, chiare, perfette. Il lupo era passato proprio lì, a pochi metri dalle sue pecore, durante la notte. E non aveva fatto niente.
Silvio rimase fermo per un momento. Sentiva il vento freddo tra i faggi e, lontano, il suono di un ruscello. Non c'era paura in quel momento – c'era qualcosa di diverso. Una domanda, forse, o qualcosa che somigliava al rispetto, e che non si aspettava di sentire.
Tornò al paese nel pomeriggio. Dante era ancora molto agitato. "Allora? Hai perso qualche pecora?" "No," disse Silvio. "Nessuna." "Per ora," disse Dante. "Per ora," ripeté Silvio. Ma disse quella frase in un modo molto diverso da Dante – non come una minaccia, ma come una promessa che non capiva ancora del tutto.
Quella sera, mentre mangiava da solo, pensò al lupo che aveva camminato nella neve vicino alle sue pecore e non le aveva toccate. Pensò che la montagna era grande, abbastanza forse per tutti e due. Quando sua nipote lo chiamò per dirgli che aveva un esame importante l'indomani, Silvio le disse – come sempre – In bocca al lupo. Ma questa volta, la frase significava qualcosa di diverso.