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Il Fazzoletto Caduto dalla Tarantella

Durante una festa estiva a Melpignano, nel Salento, Elena perde un piccolo fazzoletto bianco. Ha fiori rossi ricamati a mano. È un regalo della nonna, che le ha detto: «Portalo a Teresa. Lei capirà».

Teresa, un’amica della nonna, partirà a mezzanotte. Elena deve trovare il fazzoletto prima di allora.

Nella piazza suonano tamburelli e violini. Le persone ballano la pizzica, una danza tradizionale del Salento. Elena cerca tra i piedi dei ballerini.

«Hai visto un fazzoletto bianco?» chiede a un ragazzo con un tamburello.

«Guarda la danza», risponde Paolo. «La pizzica è come un dialogo. Una persona fa una domanda con i passi; l’altra risponde. Il fazzoletto può essere un invito a ballare».

Elena osserva meglio. Una bambina entra nel cerchio. Tiene in mano il fazzoletto bianco e lo muove verso di lei.

Elena non sa ballare, ma fa un passo avanti. La bambina fa un passo indietro. Elena gira e quasi cade. Tutti ridono e battono le mani. Poi la bambina le dà il fazzoletto.

Elena corre da Teresa. Sono le undici e cinquantacinque. Teresa guarda il ricamo. Sotto i fiori ci sono le lettere A e T.

«Io e Anna abbiamo ricamato una metà ciascuna», dice Teresa. «Abbiamo ballato insieme per l’ultima volta cinquant’anni fa».

Teresa offre la mano a Elena. «Adesso balli con me?»

Elena sorride. «Sì. È la mia risposta».