Loading translation and audio tools…

Air Pasang yang Menutup Jalan ke Kolam Garam

Alle tre del pomeriggio, l’acqua copriva già la Via delle Saline. Marta fermò la bicicletta. Le vasche di sale erano piene e il vento portava nuvole scure.

Quella mattina suo nonno le aveva detto: «Nel vecchio magazzino c’è il mio quaderno blu. Dentro ci sono le date delle maree e i nomi degli uccelli. Portamelo oggi, prima di sera. Domani devo andare in ospedale e voglio darlo al museo.» Il tetto era rotto e il quaderno poteva andare perso. Marta aveva promesso di prenderlo.

Un furgone verde si fermò dietro di lei. Alla guida c’era Salvo, un guardiano della riserva naturale.

«Non puoi passare», disse. «La marea è troppo alta.»

«Devo arrivare al magazzino.»

Salvo guardò il cielo. «Conosco un sentiero più alto. Passa vicino al mulino rosso. Lasciamo la bici nel furgone e andiamo a piedi.»

Marta lo seguì. Nelle vasche, alcuni fenicotteri cercavano un posto tranquillo. Dopo dieci minuti, però, anche il sentiero era coperto dall’acqua.

A destra c’erano vecchi pali di legno. «È una vecchia passerella», disse Salvo. «Qui il terreno è più alto.»

Camminarono piano nel fango e arrivarono al magazzino. Dentro pioveva dal tetto. Marta cercò il quaderno e lo vide sotto una scatola. La copertina blu era ancora asciutta. Lo mise sotto la sua giacca.

Fuori, la pioggia diventò forte. Tornarono al furgone, ma la strada era completamente coperta. Aspettarono quasi un’ora.

A casa, il nonno prese il quaderno. Sulla prima pagina c’era un disegno del mulino rosso e una frase: «Il mare chiude una via, ma ne ricorda un’altra.»

Marta sorrise. Ora capiva che le saline non erano solo sale e vecchi edifici. Erano un luogo vivo, da leggere con il vento, l’acqua e le persone.

«Quando torni dall’ospedale, mi insegni a leggere le maree?»

«Cominciamo domani», rispose il nonno.