Tabloul meu este în vila altcuiva

Un pictor din Perugia observă una dintre propriile pânze pierdute agățată în vila din Umbria a unui străin, într-o revistă online de design interior, iar apoi îi adaugă atât pe fostul proprietar al galeriei falimentate, cât și pe locuitorul neștiutor al vilei într-un singur chat de grup pentru a cere adevărul.

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Nico è sul divano, il tablet sulle ginocchia, le dita macchiate di terra di Siena. Sta sfogliando un articolo su una rivista di interior design online: "Dieci Ville Umbre da Sogno". Si blocca sulla quarta villa. Sul muro del salone, tra due finestre ad arco, c'è un quadro. Nico si avvicina allo schermo. Poi si avvicina ancora.

Non c'è nessun dubbio.

Nico apre WhatsApp, crea un gruppo, aggiunge Sara Lentini dalla rubrica. Poi apre Instagram, trova il profilo della villa, scrive a Marco Ferretti, ottiene il numero, lo aggiunge.

Nico ha creato il gruppo "Domanda urgente".

Nico ha aggiunto Sara Lentini.

Nico ha aggiunto Marco Ferretti.

@Sara il mio quadro è su Interno Magazine. numero di giugno. una villa in Umbria.

che quadro? cosa stai dicendo

"Interno con Luce di Maggio". olio su tela, 80x100. quello che hai venduto senza dirmi niente.

scusate — chi siete?

mi chiamo Nico. sono un pittore di Perugia. e quel salone nella rivista è il tuo, vero?

...sì. sono io. com'è che sai dove abito?

Instagram. la rivista vi ha taggati.

ah. ok. e il quadro...

è mio. l'ho dipinto nel 2017. c'è una firma in blu in basso a destra, piccola. due lettere con un trattino sotto.

[SCENE: pausa — Marco va a controllare]

cazzo.

c'è proprio.

Nico, la liquidazione era gestita dal tribunale. io non avevo più voce in capitolo.

non ti sto chiedendo se era legale. ti sto chiedendo perché non mi hai detto niente.

...

quattro anni, Sara. quattro anni in cui non sapevo dov'era finito.

era una situazione molto difficile per tutti

quanto l'hai venduto.

[SCENE: silenzio — 7 minuti]

Il gruppo mostra "Sara Lentini sta scrivendo..." — poi smette. Poi ricomincia. Poi smette di nuovo.

1.200 euro.

1.200.

oddio.

l'avevo quotato 3.800. il contratto prevedeva il 40% per me. anche a quella cifra ridicola mi spettavano 480 euro che non ho mai visto.

i creditori avevano la priorità legale. il liquidatore decideva i prezzi, non io. mi dispiace.

"mi dispiace" è una risposta?

no. no, non lo è. hai ragione.

[SCENE: pausa breve]

io ho comprato all'asta nel 2021. tutto regolare, non sapevo nulla di questa storia.

lo so Marco. non è colpa tua.

però mi sento in imbarazzo lo stesso. c'è qualcosa che posso fare?

voglio vederlo. di persona.

vieni qui quando vuoi.

ecco, cioè — so che sembra strano. non è che voglio fare casino, non è quello. è che quel quadro l'ho dipinto in un momento brutto della mia vita, sai, e sapere che esisteva da qualche parte senza sapere dove... è stata una cosa pesante. quindi sì. se posso venire a vederlo, anche solo una volta, sarebbe importante per me.

sabato pomeriggio?

sì. grazie.

Nico.

?

avrei dovuto contattarti nel 2021. ho avuto vergogna del fallimento e ho evitato tutti gli artisti che avevo rappresentato. non è una scusa. lo so.

[SCENE: pausa]

non è una scusa.

ma grazie per dirlo.

[SCENE: Sabato pomeriggio — Villa Le Quercie]

Nico arriva con la borsa di tela macchiata di cadmio sulla spalla, i sandali pieni di polvere della strada bianca. Marco apre il cancello di ferro. Si stringono la mano. C'è una breve pausa in cui nessuno sa bene cosa dire per primo.

Poi Marco porta Nico dentro, attraverso un corridoio di pietra e una porta bassa, fino al salone. La luce del pomeriggio entra obliqua dalle finestre ad arco. Sul muro, tra le due finestre, c'è "Interno con Luce di Maggio". È più grande di quanto Nico ricordasse. O forse è il silenzio della stanza che lo fa sembrare tale.

un grande quadro astratto in azzurro e ocra appeso su una parete in pietra grezza tra due finestre ad arco, luce naturale del pomeriggio

@Sara eccolo.

😶

è esattamente come lo ricordavo.

è bello davvero. adesso capisco perché ne eri così sicuro.

l'ho dipinto in tre settimane. non dormivo quasi. non so come sia venuto così bene.

senti, ti devo dire una cosa.

giovedì sera ho chiamato un avvocato.

...ok

mi ha detto quello che mi aspettavo: acquisto in buona fede, asta regolare. il quadro è legalmente mio.

lo so.

però mi ha anche detto che posso farne quello che voglio.

allora senti, ho pensato a questo. il quadro rimane qui, perché ci tengo e in quella luce ci sta benissimo. però voglio mettere una piccola targa con il tuo nome, il titolo e l'anno. niente di grande — solo che chiunque venga qui sappia di chi è l'opera. e se hai bisogno di fotografarlo per un catalogo, o vuoi portare qualcuno a vederlo, mi chiami e vieni. la porta è sempre aperta. quello che hai creato tu rimane tuo, anche se fisicamente sta a casa mia.

[SCENE: pausa]

perché?

perché ho cercato il tuo nome online dopo giovedì. ho letto come parli del tuo lavoro. mi sembrava sbagliato che tu non sapessi dov'era finito.

un vecchio ulivo nel cortile di una villa, tronco nodoso e contorto, rami larghi con foglie argentate

sto guardando questo ulivo

è qui da secoli senza che nessuno gli abbia chiesto il permesso di crescere

sì Marco. sono d'accordo con la proposta.

😄

posso dire anch'io una cosa?

dai.

mi scuso. ufficialmente. per iscritto. in questo gruppo che non cancellerò.

avresti dovuto saperlo da me nel 2021. non da una rivista nel 2025.

[SCENE: pausa breve]

grazie Sara.

ascolta — il prossimo sabato che sei libera, vieni anche tu a vederlo.

...davvero?

il quadro è abbastanza grande per tutti e tre.

la porta è aperta. per entrambi. sempre.

🙂

ora vado. Marco mi sta offrendo il caffè.

con molto zucchero, giusto?

come fai a saperlo

l'ho letto nei tuoi post 😄

😄