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L'Ultima Bottega di San Gregorio Armeno

Sofia ha diciassette anni. San Gregorio Armeno è affollata. L'odore di terracotta riempie l'aria. Sofia cammina lentamente tra le botteghe piene di pastori e angeli. Sua nonna è in ospedale. Ogni anno, la nonna sistema il presepe, e il pastore con il cappello rosso è il suo preferito.

Due giorni fa, Sofia ha rotto quella figura per sbaglio. Ora, deve trovare un artigiano che possa farne una uguale. Ha visitato quattro botteghe, ma vendono solo figure di plastica. Nel quinto negozio, il proprietario dice: 'Solo il vecchio Carmine può aiutarti. Ma oggi chiude la sua bottega per sempre.'

Sofia corre in fondo alla strada. Trova una bottega buia. Un uomo anziano sta mettendo i suoi strumenti in una scatola. 'Scusi,' dice Sofia. 'Lei è il Maestro Carmine?' L'uomo annuisce. 'Sì, ma oggi è il mio ultimo giorno.'

Sofia mostra la figura rotta. Il vecchio la guarda con attenzione. 'Terracotta napoletana. Anni Cinquanta. Mio padre ha fatto questa figura.' Indica un piccolo simbolo sotto i piedi del pastore. 'È il marchio di mio padre.' Il Maestro Carmine sospira, poi mette la figura sul tavolo. 'Siediti,' dice. Prende un pezzo di argilla fresca. Le sue mani lavorano con precisione. 'Non chiudi oggi?' chiede Sofia. 'Chiudo domani,' risponde il vecchio con un sorriso.

Lavorano in silenzio. Il Maestro modella il cappello rosso. 'Domani puoi tornare a prendere il pastore,' dice. Sofia sorride. Due famiglie connesse da un piccolo pastore di terracotta. La nonna sarà felice.