ยางรั่วบนกำแพงซอร์มาโน
A2 · Sports
La strada davanti a Matteo sembra quasi verticale.
Il Muro di Sormano è corto, ma molto duro. Sul suo asfalto sono scritti i nomi di grandi ciclisti. Ai lati, la gente grida e suona i campanelli.
Matteo pedala lentamente. Le gambe gli fanno male, ma è primo. Dietro di lui c’è Luca, il suo rivale da molti anni.
Quella mattina Matteo ha fatto una promessa a suo padre: «Oggi vincerò per te». Suo padre non può più andare in bicicletta dopo un incidente, ma aspetta Matteo vicino al traguardo.
Mancano solo tre chilometri. Vincere significa entrare in una squadra importante. È una grande occasione.
All’improvviso Matteo sente un rumore: tac! La ruota posteriore è bucata. Scende dalla bicicletta e prova a cambiarla, ma le mani gli tremano.
Luca arriva e si ferma. Potrebbe continuare e vincere, ma ricorda quando, da ragazzi, Matteo era rimasto con lui per due ore dopo una caduta.
«Non si lascia solo un compagno», aveva detto Matteo.
«Dammi la ruota», dice Luca. In meno di un minuto, la bicicletta è pronta.
Due ciclisti passano davanti a loro. Matteo e Luca ripartono e poi li raggiungono. Nell’ultimo chilometro, i quattro pedalano con tutte le loro forze.
A cento metri dal traguardo, Matteo è davanti. Pensa all’aiuto di Luca e rallenta.
«Vieni!» grida.
Luca lo raggiunge. I due attraversano insieme il traguardo. I giudici guardano la foto: Luca è primo per pochi centimetri.
«Mi dispiace, papà. Non ho vinto», dice Matteo.
Il padre sorride. «Hai aiutato un amico e lui ha aiutato te. Oggi avete vinto tutti e due.»
Luca divide il premio con Matteo. Arrivare secondo non sembra più una sconfitta.