Circumvesuviana'da Karıştırılan Bavul
A2 · Culture & Travel
Quando Marta apre la valigia, sente un forte profumo di limoni. Dentro non ci sono i suoi vestiti, il computer e i documenti per il colloquio. Ci sono dodici limoni, un grembiule bianco e tre barattoli di marmellata.
Marta è alla stazione di Torre Annunziata. Il treno per Sorrento è appena partito. Ora capisce: ha preso la valigia sbagliata.
Quella mattina, alla stazione di Napoli, il treno era molto pieno. Marta aveva messo la sua valigia blu vicino alla porta. A Ercolano, una signora con una valigia quasi uguale era salita. Aveva messo la sua valigia vicino a quella di Marta. Si chiamava Rosa.
Marta trova un foglio: “Rosa Esposito, Marmellate del Vesuvio”, con un numero di telefono. Chiama subito.
«Pronto?»
«Signora Rosa, credo di avere la sua valigia.»
«E io ho la tua!» risponde Rosa. «Sono a Pompei. Nella tua valigia ci sono un computer e una giacca grigia.»
Marta guarda l’orologio. Sono le dieci e venti. Alle undici e trenta ha un colloquio in un albergo di Sorrento. Rosa deve fare una consegna a un ristorante entro mezzogiorno.
«Prendiamo il prossimo treno per Sorrento e ci incontriamo a Pompei», propone Marta.
Dieci minuti dopo, Marta sale sul treno con il grembiule bianco. A Pompei, Rosa entra e alza una mano. Le due donne scambiano le valigie.
«Grazie!» dice Marta.
«Aspetta», risponde Rosa. Le dà un barattolo di marmellata. «Portalo al direttore dell’albergo.»
Marta arriva alle undici e ventotto. Il direttore conosce Rosa e ascolta la storia.
«Hai trovato una soluzione sotto pressione. È importante per questo lavoro.»
Due giorni dopo, Marta riceve una telefonata: il lavoro è suo. La domenica torna da Rosa con una valigia rossa e una grande etichetta con il suo nome.