De Kelder Onder het Paleis is Dichtgemetseld

Een Napolitaanse bouwinspecteur breekt een dichtgemetselde kelder open in een palazzo uit de jaren 1920 en vindt wat een partizaan uit de oorlog achterliet — waaronder twee woorden die een hele stad vergat te bewaren.

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Carmela, sono in cantiere. C'è una cosa strana qui in cantina.

che tipo di strana

Ho trovato un muro che non dovrebbe esserci. Non è nella planimetria originale.

in che senso non è nella planimetria?

Esattamente quello che ho detto. Il locale risulta aperto secondo i disegni del '58. Ma qui c'è un muro di mattoni. E sembra vecchio. Molto vecchio.

ok ma magari è una modifica successiva? qualcuno ha diviso il locale negli anni

Possibile. Ma i mattoni non corrispondono al resto. Tipo diverso, malta diversa. E la cosa strana è che non c'è nessun accesso, nessuna porta. È solo... murato.

murato come dall'interno??

Non lo so ancora. Ho chiamato il geometra del condominio, non risponde.

enzo non toccare niente finché non capisci cosa c'è

Già.

Enzo rimane in silenzio davanti al muro per qualche minuto, illuminandolo con la torcia frontale.

Carmela.

cosa

Ho picchiettato sul muro. È vuoto dall'altra parte.

😬

C'è un locale nascosto lì dentro.

ok ascolta. questo succede nei vecchi palazzi. potrebbe essere semplicemente uno sgabuzzino murato negli anni '70

Forse. Ma i mattoni non sono degli anni '70.

e quindi?

E quindi apro.

enzo—

Ho il martello in mano.

e le autorizzazioni?

Il muro non è portante. Il committente mi ha dato carta bianca per la valutazione completa. Rientra nelle mie competenze.

vabbè. ma fai foto di tutto prima, per piacere

Sempre.

Enzo lavora per circa venti minuti in silenzio. La cantina è buia e umida, illuminata solo dalla torcia frontale e da una lampadina solitaria. Rimuove i mattoni uno per uno, con la cura di chi sa che ogni cosa rotta non si può rifare.

Carmela.

dimmi

C'è un locale. Circa tre metri per quattro. Soffitto basso.

e?

Non è vuoto.

enzo.

Sto bene, stai tranquilla. Non ci sono... non ci sono resti umani, se è quello che stai pensando.

non lo stavo pensando

ok lo stavo pensando un po'

Ci sono oggetti. Una sedia. Una branda arrugginita. Una cassa di legno.

gesù

E della carta. Tantissima carta. Documenti, forse. Non riesco a leggere bene con questa luce.

Una cassa di legno scura e molto vecchia, con il coperchio leggermente aperto, posata su un pavimento di pietra umida.

enzo quello sembra di una volta. tipo veramente vecchio

Sì. I chiodi sono di un tipo che non si usa più da prima degli anni '50.

non toccare niente

Lo so già, Carmela.

cosa c'è dentro la cassa?

Aspetta. Prendo la torcia.

Enzo illumina l'interno della cassa con la torcia frontale. Dentro, avvolti in quello che sembra essere stato un telo di lino ormai fragile come carta velina, ci sono documenti, fotografie in bianco e nero, lettere scritte a mano.

Sono documenti di guerra.

CHE

Carte scritte in italiano, alcune in tedesco. Fotografie in bianco e nero. E delle lettere. Molte lettere.

enzo questo è un ritrovamento storico. devi chiamare la soprintendenza, non toccare assolutamente nulla

Lo so. Ma prima devo capire una cosa.

quale?

C'è un nome su quasi tutto. Sulle lettere, sui documenti. Lo stesso nome.

e?

Lucia Armenante.

...non mi dice niente

A me sì. Anni fa ho letto qualcosa su di lei. Una donna scomparsa durante l'occupazione tedesca di Napoli. 1943. Non si è mai saputo cosa le è successo.

enzo.

Sì.

conosci qualcuno che può aiutarti a capire?

Sì. Il professor Ferrara. Donato Ferrara. Si occupa proprio della storia di Napoli durante la guerra. L'ho conosciuto a un convegno tre anni fa, abbiamo ancora il contatto.

aggiungilo qui

Già fatto.

Buongiorno! Enzo, mi hai aggiunto a questo gruppo — di cosa si tratta?

buongiorno professore

Buongiorno! Scusi, non so con chi parlo...

Professore, sono Enzo Mancuso — ci siamo conosciuti al convegno del 2021 al Maschio Angioino. La collega è Carmela Rispoli. Le spiego subito.

Ah, Mancuso! Il perito edile con la passione per la storia locale. Certo che mi ricordo. Cosa succede?

Sono in cantiere, un palazzo degli anni '20 ai Quartieri Spagnoli, via Speranzella 14. Ho trovato un locale murato in cantina, non presente in nessuna planimetria. Dentro ci sono oggetti e documenti che sembrano risalire alla seconda guerra mondiale. E il nome che compare su quasi tutto è Lucia Armenante.

Nessuna risposta per quasi due minuti.

Mancuso.

Professore?

Ha scritto bene? Lucia Armenante? Con la A?

Sì. L-U-C-I-A A-R-M-E-N-A-N-T-E.

Madonna.

professore la conosce?

La "conosco" nel senso che ho passato sette anni a cercarla. È la mia grande incompiuta. Lucia Armenante è scomparsa il 12 settembre 1943 — due giorni dopo la liberazione di Napoli, paradossalmente. Aveva 28 anni. Era staffetta partigiana, portava messaggi tra le cellule della resistenza napoletana. E poi... nulla. Nessun corpo, nessun documento, nessun testimone. Come se fosse evaporata.

dio

(scusi il ritardo — stavo già cercando i miei appunti)

Professore, il civico è il 14.

Via Speranzella 14...

Enzo, mi ascolti bene. Nei miei archivi c'è una testimonianza raccolta negli anni '60 da una vecchia vicina di casa della famiglia Armenante. Cita un "rifugio" in un palazzo di via Speranzella. Non avevo mai trovato il numero civico — la testimone era già molto anziana e ricordava poco.

Quindi questo potrebbe essere il suo nascondiglio.

Sì. È più che possibile.

ma perché era murato?

Questa è la domanda da un milione di euro. Se lo ha murato lei stessa, non voleva che trovassero quello che c'era dentro. O non voleva che lo trovassero prima del momento giusto.

O lo ha murato qualcun altro, dopo di lei.

Nessuno scrive per un momento.

Già.

enzo ma sei ancora là dentro da solo?

Sì.

ok non voglio sembrare quella del film horror però magari esci

Carmela. 😐

dico per la sicurezza strutturale del locale

Certo, per la sicurezza strutturale 😐

Mancuso, ascolti — deve chiamare subito la Soprintendenza ai Beni Culturali. E il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Non deve spostare assolutamente nulla. Sa dove si trovano i documenti più importanti?

Nella cassa di legno. Ma c'è anche una mensola che non avevo visto prima. Con altri fogli.

Aspetti un momento.

Enzo sposta la torcia verso la mensola. Tra i documenti, nota qualcosa che prima non aveva visto: una piccola scatola di metallo, rettangolare, arrugginita.

C'è anche una scatola di metallo. Piccola. Come quelle che si usavano per le fotografie.

Non la apra!

Non la apro, non la apro.

Ma c'è qualcosa inciso sulla superficie. Non riesco a leggere bene, è coperta di ruggine.

Professore, sento... non so, cioè mi sembra di riuscire a sentire le lettere con le dita. L-U... sì. E poi qualcosa, tipo una pausa, poi A-R... è il suo nome, lo sento proprio sotto le dita. È inciso a mano, ecco, probabilmente con un chiodo o qualcosa del genere. Piccolo, nervoso. Come se avesse avuto poco tempo.

Gesù. Gesù Giuseppe e Maria.

sta bene professore?

Benissimo. Sto piangendo, ma benissimo.

capisco

Enzo — questo è probabilmente il ritrovamento più importante della storia recente di Napoli. Non sto esagerando. Lucia Armenante era cercata da famiglie, da storici, dalla città intera. Se quello che c'è in quella stanza racconta cosa le è successo...

Lo so. Ho già chiamato la Soprintendenza. Arrivano tra un'ora. Ho bloccato il cantiere e avvertito il committente.

bravo enzo

Ha fatto benissimo. Posso venire? Capisco se non è possibile, ma...

Professore, lei è la persona giusta. Ho già detto alla Soprintendenza che c'è uno specialista del periodo. Venga pure.

Arrivo subito. Non so nemmeno dove ho messo le scarpe ma arrivo 😅

😄

Sono fuori dal palazzo. C'è un giovane con il caschetto che mi guarda come se fossi un problema.

È il mio assistente di cantiere. Dica che è il professor Ferrara, l'aspettavo.

Fatto. Sto scendendo le scale.

enzo com'è lì adesso?

È arrivata la Soprintendenza. Ci sono tre persone con i guanti bianchi che stanno aprendo la cassa con molta cautela.

e tu?

Mi hanno chiesto di aspettare fuori dal locale. Sto guardando da lontano.

come ti senti?

Strano. Come quando sai di aver fatto la cosa giusta ma non sei ancora sicuro di cosa significa.

capisco

Carmela, ho 55 anni. Ho visto mille cantieri. Ho trovato monete romane, mattoni greci, una volta un mosaico intero sotto un bagno degli anni '70.

lo ricordo, eri contentissimo

Ma questo è diverso. Questa non è archeologia. È una persona reale. Una donna che aveva 28 anni e stava facendo qualcosa di pericoloso e si è nascosta qui e poi... e poi nessuno ha saputo più niente.

enzo

Scusa.

no non scusarti. hai ragione.

Poco dopo, il professor Ferrara scende nella cantina. Si avvicina al locale, si ferma sulla soglia, poi entra lentamente.

Enzo.

Sì.

Ho visto una lettera. Me l'ha mostrata la dottoressa della Soprintendenza — solo un momento, con i guanti. È scritta da Lucia. Indirizzata a sua madre.

E?

Dice che sta bene. Che si nasconde perché c'è qualcuno che l'ha tradita e deve aspettare che la situazione cambi. Dice che non ha paura.

😢

E dice che ha lasciato tutto quello che sa — nomi, luoghi, messaggi intercettati — nella cassa. Perché se non riesce a uscire, almeno qualcuno un giorno saprà.

Nessuno scrive nulla per qualche minuto.

Quindi sapeva.

Sapeva che poteva non tornare. Sì.

E ha lasciato tutto lo stesso.

Sì.

oddio

La cosa straordinaria — e la dottoressa l'ha già confermato a prima vista — è che quei documenti sembrano contenere informazioni su collaborazionisti locali. Persone che lavoravano con i tedeschi. Nomi che probabilmente non abbiamo mai avuto.

Quindi era pericoloso per questo motivo. Non solo per lei, ma anche dopo.

Esatto. Qualcuno aveva tutto l'interesse a che quella stanza non venisse mai trovata.

qualcuno l'ha murata apposta allora?

Non lo sappiamo ancora. Ma è una possibilità concreta, cara.

Professore. Quella scatola di metallo con il nome inciso. Sa cosa c'è dentro?

La stanno